Nel mondo Agile, poche metriche sono tanto popolari quanto la team velocity (o semplicemente Velocity). Eppure, poche metriche sono altrettanto fraintese, abusate e, talvolta, temute dai team di sviluppo.
Se sei uno scrum master, un product owner o un developer, probabilmente hai sentito la frase: “Dobbiamo aumentare la nostra velocity”. Ma è davvero questo l’obiettivo?
In questo post della serie metriche agile, dissezioniamo la team velocity per capire cosa è, a cosa serve veramente e, soprattutto, come evitare che diventi un’arma a doppio taglio.
Cos’è la team velocity?
In termini semplici, la velocity è la quantità di lavoro che un team Agile riesce a completare in un singolo Sprint. Solitamente, questa quantità viene misurata in story points (o talvolta in ore ideali, sebbene meno raccomandato).
La formula è elementare:
Se in uno sprint pianifichi 5 user stories da 8, 5, 3, 2 e 8 punti, e alla fine dello Sprint hai completato tutte tranne l’ultima da 8 punti, la tua velocity per quello sprint è 18.
Attenzione: conta solo il lavoro completato (Done). Il lavoro parzialmente svolto non conta ai fini della velocity (niente “mezzi punti”).
A cosa serve (davvero) la velocity?
Il vero scopo della velocity non è misurare quanto velocemente il team digita codice, né quanto duramente lavora. La velocity è uno strumento di pianificazione e prevedibilità.
Serve a rispondere alla domanda: “Quanto lavoro possiamo realisticamente impegnarci a fare nel prossimo Sprint?”
Se nelle ultime tre iterazioni la velocity del team è stata rispettivamente 20, 22 e 19, il Product Owner può pianificare il prossimo sprint basandosi su una capacità media di circa 20 punti. È un meccanismo di calibrazione, non di accelerazione.
L’errore fatale: La velocity come KPI di performance
L’errore più grande che un’organizzazione può commettere è trattare la velocity come un obiettivo di prestazione. Ecco perché è pericoloso:
1. La velocity è relativa, non assoluta
Un “punto” per il Team A potrebbe non equivalere a un “punto” per il Team B. Confrontare le velocity di due team diversi è come confrontare chilometri orari e miglia marine senza un fattore di conversione. È inutile e dannoso.
2. L’inflazione dei punti (Point Inflation)
Se il management dice: “Voglio che la velocity aumenti del 10% il prossimo mese”, il team (consciamente o inconsciamente) inizierà a stimare una task da 3 punti come una da 5. La velocity numerica aumenterà, ma la quantità di lavoro prodotto rimarrà identica.
3. La qualità ne risente
Quando la pressione è sulla “velocità” numerica, il team potrebbe essere tentato di tagliare angoli sulla qualità, accumulando debito tecnico pur di chiudere i ticket e incassare i punti.
Le 3 regole d’oro per usare bene la velocity
Per trasformare la velocity da nemico a prezioso alleato, segui queste regole:
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Osserva il trend, non il singolo sprint: Una velocity fluttuante è normale all’inizio. Cerca la stabilità. Un team maturo ha una velocity costante (es. sempre tra 28 e 32), il che rende la pianificazione estremamente precisa.
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Usala per il capacity planning: Usa la media degli ultimi 3 sprint (“Yesterday’s Weather”) per decidere quanto caricare il prossimo sprint. Eviterai il burnout del team e la frustrazione degli stakeholder per le promesse mancate.
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Combinala con altre metriche: Non guardare la velocity nel vuoto. Osserva il Cycle Time (tempo di attraversamento) e il Lead Time per avere un quadro completo dell’efficienza del flusso.
La Team Velocity è come il contagiri della tua auto: ti dice a che ritmo sta lavorando il motore, utile per sapere quando cambiare marcia (pianificare). Non è il tachimetro e non è l’obiettivo del viaggio.
L’obiettivo dell’Agile è consegnare valore, non punti. Usa la velocity per diventare prevedibile, affidabile e sostenibile. Se il valore consegnato agli utenti è alto, la velocity è solo un numero sul cruscotto.
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